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pag. 256 |
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formato: 15 x 23 |
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Prezzo 14.50 € |
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Around the clock. Una breve storia della popular music

Franco Fabbri
Da qualche decennio si usa il termine "popular music" per indicare l’insieme dei
generi che a partire dalla prima metà dell’Ottocento si sono differenziati sia dalla
musica d’arte sia da quella di tradizione popolare, in un contesto di crescente
commercializzazione e – dopo l’invenzione del fonografo – di inarrestabile diffusione
mediatica. Nella seconda metà del Novecento la popular music di maggior
diffusione è stata di origine afroamericana e angloamericana, ma un esame
ravvicinato dello stesso rock’n’roll, della musica beat, del rock, e degli altri generi
che hanno dominato il mercato discografico dagli anni Cinquanta a oggi
mostra un intreccio sorprendente di influenze, materiali comuni, coincidenze nei
contesti socioculturali, tecnologici, industriali. Per capire la popular music di oggi
è quindi necessario uno sguardo d’insieme su tutti i generi che si sono avvicendati
e differenziati dall’Ottocento in poi, in un’area geografica molto vasta.
Dal fado e dal cabaret francese alla canzone napoletana, da Stephen Foster al tango,
dal flamenco al rebetico, dalla canzone americana di Tin Pan Alley alla chanson,
dal rock’n’roll alla bossa nova, dai cantautori al rock psichedelico, dal reggae
al rap, fino alla world music, seguendo anche gli sviluppi delle tecnologie e
dei media che hanno reso possibile la grande diffusione della popular music in
tutti i paesi del mondo. Uno sguardo necessariamente breve, ma il più possibile
equilibrato, che rende conto del contributo di popoli, storie e culture diverse al
suono globale del Duemila.
Franco Fabbri insegna materie collegate alla storia e all’estetica della popular music
e ai rapporti fra musica e media nelle università di Torino, Milano, Genova, e
all’estero. È stato tra i fondatori della Iaspm (International Association for the
Study of Popular Music) e ne è stato chairman internazionale. Fa parte delle redazioni
delle riviste «Musica/Realtà», «Popular Music», «Radical Musicology».
I suoi libri più recenti sono L’ascolto tabù (2005) e Il suono in cui viviamo (2008).
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