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pag. 304 |
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formato: 15 x 23 |
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Prezzo 20.00 € |
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Il mito dell’intelligenza ebraica

Sander L.Gilman
Il mito dell’intelligenza ebraica affronta una delle teorie più controverse dei giorni nostri: i presunti rapporti tra razza (o etnia), intelligenza e virtù. Riprendendo la lunga storia di queste teorie, sotto certi aspetti inquietante e imbarazzante, Sander L. Gilman analizza una serie impressionante di testi – trattati scientifici e filosofici e opere letterarie – che pretendono di dimostrare l’esistenza di un’intelligenza superiore negli ebrei (spesso accompagnata da un livello inferiore di virtù o di valore morale). Il libro esamina criticamente le prospettive che emergono nel bestseller The Bell Curve, assai dibattuto e molto controverso, e riprende le teorie “scientifiche” sull’intelligenza superiore degli ebrei che sono emerse nel corso del xix secolo e all’inizio del xx. Si analizzano poi le reazioni a queste teorie di scienziati e intellettuali ebrei, quali Freud, Wittgenstein e von Hoffmansthal. La parte conclusiva del libro illustra l’emergenza e l’influenza di queste idee nella narrativa moderna e nel cinema, da Gli ultimi fuochi di Scott Fitzgerald a Schindler’s List di Steven Spielberg e Quiz Show di Robert Redford. Gilman dimostra a che punto gli stereotipi possono invadere una società, penetrando ovunque, dai lavori scientifici alla cultura popolare. E rivela che l’attribuzione di un’intelligenza superiore agli ebrei, apparentemente molto lusinghiera, in realtà ha contribuito all’isolamento degli ebrei e al loro discredito, con l’insinuazione non sempre velata che il loro valore morale fosse infimo.
Sander L. Gilman è professore di Arti Liberali in Biologia Umana presso l’Università di Chicago. Tra i suoi numerosi lavori, spicca Inscribing the Other (1992).
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